Gli attacchi di panico sono degli episodi di durata relativamente breve, in cui, secondo il DSM IV, il paziente prova, in maniera molto intensa, almeno quattro dei seguenti sintomi: palpitazione, cardiopalmo, tachicardia, sudorazione, tremori fino a grandi scosse, dispnea o sensazione di soffocamento, sensazione di asfissia, dolore o fastidio al petto, nausea o dolori addominali, sensazione di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o svenimento, derealizzazione o depersonalizzazione, paura di perdere il controllo o di impazzire, paura di morire, parestesie brividi o vampate di calore. A questi si può aggiungere la secchezza della bocca (xerostomia) che nel manuale ICD-10 (1993) è indicata come sintomo tipico del panico.
Nonostante il disturbo sia un disturbo psicologico, la maggior parte dei sintomi sono di natura fisica: all’improvviso si attiva una parte del sistema neurovegetativo, in apparente assenza di uno stimolo scatenante, e l’individuo si ritrova con l’attivazione del sistema simpatico, in particolare con tutta la sintomatologia correlata al panico.

Alessitimia e attacco di panico

Attraverso gli studi di psicosomatica si è osservata una correlazione tra l’alessitimia e l’insorgenza degli attacchi di panico. L’alessitimia è l’incapacità che alcune persone hanno di focalizzarsi sulle emozioni e riconoscerle come tali.

A livello psicobiologico l’alessitimia può essere letta come una disfunzione nella capacità di modulare l’imput proveniente da regioni subcorticali. Questa incapacità si traduce nell’impossibilità per il soggetto di pervenire ad un efficace riconoscimento/elaborazione semantico-linguistica dello stato di arousal in cui si esprime la risposta alla stimolazione di natura emozionale. In questo caso si potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi che, in questi soggetti, stimoli di natura emozionale, elicitino risposte neurofisiologiche con un’attivazione generalizzata e diffusa del sistema nervoso simpatico. Al contrario, una capacità di elaborazione superiore e computazionale interverrebbe su tali stati di attivazione generalizzata ponendo così dei vincoli e permettendo in questo modo l’emergere di pattern di attivazione più specifici che associno o veicolino contenuti e rappresentazioni.

Sara Invitto in una ricerca propone un modello di interazione tra alcuni livelli presenti nell’attacco di panico. In altre parole si è dato sostegno all’ipotesi che l’attacco di panico sarebbe correlato ad una difficoltà di espressione dei contenuti emotivi e facilitato da un iperarousal psicofisiologico.

Dr.ssa Francesca Sforza

Zeitlin S.B. & McNallky R. J., “Alexythimia and anxiety sensivity in panic disorder and in obsessive-compulsive disorder”, Am J psychiatry 150, pp. 658-60.

Bucci W., “Psicoanalisi e scienza cognitiva”, Giovanni Fioriti Editore, Roma, 1999.

Damasio, A. R., “Emotion in the perspective of an integrated nervous system”, Brain Research Rev, 1998, 26, pp. 83-86.

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