La separazione dei genitori
Viviamo in un epoca dove la separazione tra coniugi è ormai all’ordine del giorno. Fino a pochi anni fa, in una classe elementare l’eccezione era il bambino con genitori separati, oggi non è più così e la singolarità sembra quasi essere diventato il bambino che vive ancora in una famiglia unita e con genitori che si vogliono bene. Anche la società si sta adattando gradualmente a tale fenomeno come ad esempio con il “divorzio breve” o l’affidamento congiunto. Fino a qui non c’è nulla di male o di sbagliato. In fondo, piuttosto di vivere una vita infelice e insoddisfatta con qualcuno che non si ama più è senz’altro meglio così. Tuttavia, l’esperienza acquisita nel tempo mi porta a pensare che molto spesso i genitori separati perdano di vista una cosa fondamentale: i loro figli. Evitare la separazione non sarebbe una soluzione, anche perché gliela si farebbe comunque pagare in un altro modo e ad un prezzo più elevato, ma si potrebbe senz’altro alleggerire o rimuovere le difficoltà all’interno della coppia, in modo da rendere la vita meno difficile a tutti, figli compresi.
Dalla mia esperienza clinica…
Ho visto spesso genitori che durante la separazione fanno fatica a riconoscere il mondo emotivo del bambino, perdendo la percezione della sofferenza che il loro figlio può provare quando nel suo nido viene a mancare una certa sicurezza. Strumentalizzano i bambini per colpire l’ex partner, cercano in loro un alleato contro l’altro genitore e tentano di “comprarli” regalando loro telefonini, vestiti, caramelle o qualunque altra cosa essi chiedano. Questo non farà crescere il loro bambino, né tantomeno lo aiuterà a superare la separazione e il distacco. I continui litigi tra i genitori possono rappresentare per un bimbo un attacco alla sua stessa identità, questo perché egli per crescere deve portare dentro di sé entrambi i genitori. Se viene messo nella condizione di doversi schierare con uno dei due, il bambino probabilmente si sentirà in colpa per aver tradito l’altro. Quello di tradire un genitore, tuttavia, sarà per lui un prezzo troppo alto da pagare e cercherà, quindi, di fare di tutto per evitarlo, tanto la cosa gli sarà insostenibile. La rabbia che proverà dovrà trovare quindi un canale d’espressione e molto spesso prende la forma di sintomo. Diventano inquieti e infelici, iniziano ad andare male a scuola o, al contrario, si rifugiano nello studio congelando emozioni e sentimenti. Possono diventare iperattivi, balbettare o avere un deficit nell’apprendimento o nell’attenzione. Possono isolarsi troppo, evitando di stringere legami significativi e profondi con i coetanei, oppure possono diventare troppo aggressivi a scuola, con i compagni o nella vita in generale. Qualsiasi sintomo rimane però l’espressione di una stessa sofferenza che li accomuna e che deriva dalla difficoltà dei genitori di gestire la separazione in un modo adulto e maturo, mettendo al primo posto il benessere emotivo e mentale dei loro figli.
Otto cose da non fare con i propri figli
- Evitare di strumentalizzare il bambino per ferire o attaccare l’altro genitore
- Evitare di invadere lo spazio del bambino indagando su come ha passato il tempo durante la permanenza dall’altro genitore
- Non “comprare” il bene del bambino con cose materiali
- Non chiedere informazioni al bambino che riguardano l’altro coniuge
- Non parlare male al bambino dell’altro genitore
- Non informare il bambino dei litigi e conflitti avuti con ex partner e non chiedergli di prenderne parte
- Non evitare al bambino di passare un po’ di tempo con l’altro genitore, soprattutto se è egli stesso a richiederlo (sempre che non ci sia un decreto dal tribunale che stabilisca i tempi e i modi)
- Non trascurare la relazione con i propri figli e non perdere i contatti
Otto cose da fare con i propri figli
- Rendere partecipe l’ex coniuge della vita del bambino e delle sue possibili difficoltà
- Cercare sempre un accordo per quanto riguarda l’educazione e la gestione del bambino
- Rassicurare il bambino sul fatto che i suoi genitori gli vogliono bene e che gli staranno comunque vicino
- Rassicurare il bambino sul fatto che può esprimere serenamente i suoi bisogni senza doversi in colpa
- Ritagliare degli spazi, anche se ridotti, dove il bambino possa passare del tempo con entrambi i genitori, creando un clima sereno e privo di conflitti
- Permettere al bambino di telefonare all’altro genitore per ricevere la buonanotte e potergli raccontare di come è andata la giornata
- Rinforzare e rispettare la buona immagine dell’altro genitore agli occhi del bambino
- Creare un ambiente tranquillo e sereno affinché il proprio figlio possa crescere nella sicurezza di essere amato e accettato
Scritto da Dr.ssa Francesca Sforza
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