Il complesso del procione
Il complesso del procione, chiamato anche rupofobia, è un termine che viene utilizzato per descrivere il tipico sintomo nevrotico di lavarsi in continuazione e di avere una tendenza ossessiva alla pulizia, come ad esempio spolverare, ordinare, fare la doccia continuamente, non toccare maniglie e denaro, non utilizzare bagni pubblici, ecc..
La paura dello sporco e il timore che degli agenti possano infettare si accompagnano a dei rituali minuziosi e ripetitivi associati anche a comportamenti di “evitamento”.
Gli è stato attribuito il nome di “complesso del procione”, anche se ormai non è più molto diffuso, in quanto il procione è un animale che lava in continuazione gli alimenti prima di ingerirli.
Questo tipo di complesso rientra nei tipici disturbi d’ansia, in particolare nel disturbo ossessivo compulsivo.
In genere chi ne soffre è terrorizzato dai germi e dallo sporco. Tale “fissazione” delinea una tendenza a dover tenere tutto sotto controllo, anche ciò che normalmente non può essere controllato come i batteri o i germi.
Oliver Brachfeld nel 1950 scrive:
“Un fenomeno molto caratteristico si osserva in un certo tipo di nevrotici i quali si distinguono per la loro coazione a lavarsi continuamente, per la loro ossessione per la pulizia, e che perdono gran parte del loro tempo pulendo, mettendosi in ordine, “spolverando”, lucidando, ecc. Questo fenomeno ha trovato rappresentazioni molto felici in letteratura, nella figura di Lady Macbeth di Shakespeare, o nella famosa ballata ungherese “La signora Agnese”, di Janos Arany. Si tratta di donne criminali che cercano di lavare la macchia di sangue e che, anche quando la macchia è sparita continuano a vederla e a lavarla. Paradossalmente quanto più una persona si lava, tanto più possiamo essere sicuri del fatto che si percepisce come interiormente “sporca”.”
Il problema, nella maggior parte dei casi, deriva dal tipo di educazione troppo rigida, da genitori molto severi, da qualche trauma o più semplicemente da una fissazione momentanea dovuta a periodi stressanti. Molto spesso, tuttavia, si tratta di una vera e propria malattia che va curata, con l’aiuto di uno psicoterapeuta. Il soggetto, per avere un miglioramento nella qualità della propria vita, dovrebbe:
- Accettare che vi possa essere un disagio alla radice;
- Capire i motivi che hanno causato il disturbo con l’aiuto di un professionista, in quanto andare all’origine del problema spesso porta anche alla soluzione.
Bibliografia:
P.Gorgoni, P. Nuzzi, “Il libro dei complessi”, Oscar Mondadori, 1980.
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